La tassazione degli utili da partecipazione

A cura della Dr.ssa Barbara Rizzi

 

Art. 2, commi da 6 a 12, D.l n. 138/2011

 1. Premessa

A decorrere dall’anno 2012, la tassazione degli utili derivanti da una partecipazione non qualificata sarà soggetta alla nuova aliquota pari al 20% a fronte dell’attuale 12,50.

In relazione a ciò, diminuiranno i casi in cui risulterà maggiormente vantaggioso, dal punto di vista della tassazione fiscale, essere possessori di una partecipazione non qualificata; per effetto della normativa testé richiamata, allo stato della vigente normativa, in molte ipotesi, potrebbe risultare preferibile possedere una partecipazione qualificata.

Alla luce del fatto che la nuova aliquota del 20% è applicabile a tutti gli utili percepiti a decorrere dall’1.1.2012 – a prescindere dalla data della loro formazione – si pone il problema dell’opportunità o meno, ragionando in termini di risparmio fiscale, di anticipare la distribuzione degli utili al 31.12.2011.

 2. La “manovra di Ferragosto”

L’art. 2, commi da 6 a 12, D.l. 138/2011 – meglio noto come “Manovra di Ferragosto” – ha modificato la tassazione delle rendite finanziarie che siano state conseguite dalle persone fisiche, da enti non commerciali e da società semplici. In particolare, a decorrere dal 1° gennaio 2012, è previsto che gli interessi, i premi e altri proventi di cui all’art. 44 TUIR nonché i redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. da c-bis) a c-quinquies) TUIR siano soggetti alla ritenuta ovvero all’imposta sostitutiva nella misura del 20% (anziché del 12,50% ovvero del 27% come avveniva ante modifica).

Il citato art. 2, quindi, modifica anche l’aliquota relativa alla tassazione degli utili derivanti da partecipazioni non qualificate in società di capitali che siano detenute da soggetti “non imprenditori”; questi ultimi, a decorrere dal 01.01.2012, saranno assoggettati alla ritenuta alla fonte a titolo d’imposta pari al 20% in luogo dell’attuale 12,50%.

Preme segnalare che, l’articolo in commento non riguarda i fondi pensione italiani ex D.Lgs. 252/2005 per i quali permane l’aliquota pari all’11%; non riguarda i titoli di Stato italiani ed esteri non inseriti  “black list” ed i titoli ad essi equiparati ai quali continua ad applicarsi la più favorevole aliquota pari al 12,50%.

Alla luce di dette modifiche si riepiloga di seguito il trattamento degli utili da partecipazione percepiti da un soggetto “privato”.

 3. La tassazione degli utili

Gli utili di esercizio percepiti dalle persone fisiche a seguito della loro partecipazione in società di capitali sono soggetti ad un trattamento fiscale diversificato che si fonda sulle seguenti variabili:

  1. La sede della società partecipata, a seconda che gli utili siano corrisposti da soggetti residenti, non residenti o residenti in Paesi a fiscalità privilegiata (c.d. “black list”);

ii.Il tipo di partecipazione posseduta dalla persona fisica, sia esse qualificata o non qualificata, con la precisazione che:

  1. A.  la partecipazione non qualificata rappresenta una percentuale pari o inferiore al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria ovvero al 25% del capitale o patrimonio sociale (2% in caso di partecipazioni in società quotate);
  2. B.  la partecipazione qualificata rappresenta una percentuale superiore al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria ovvero al 25% del capitale o patrimonio sociale (5% in caso di partecipazioni in società quotate).

3.1. Utili corrisposti da società residenti

Per quanto concerne gli utili corrisposti da società residenti al socio persona fisica, occorre distinguere:

  • se sono relativi ad una partecipazione qualificata, essi concorrono alla formazione del reddito complessivo del socio, da assoggettare a tassazione nel mod. UNICO, nella misura del: 49,72% se prodotti successivamente all’esercizio in corso al 31.12.2007 ovvero del 40% se prodotti fino all’esercizio in corso al 31.12.2007. (Sul punto si precisa che il trattamento degli utili derivanti dalle predette partecipazioni non ha subito modifica alcuna dalla c.d. “Manovra di Ferragosto);
  • se sono relativi ad una partecipazione non qualificata, essi sono soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo d’imposta che sarà applicata sull’intero importo spettante. I citati utili, quindi, sono esclusi dal reddito complessivo da dichiarare nel mod. UNICO.

Con la c.d. Manovra di Ferragosto, l’importo dell’aliquota da applicare a titolo di ritenuta agli utili derivanti da partecipazioni non qualificate, è stata elevata dal 12,50% al 20%.

La decorrenza del nuovo regime di tassazione, per i dividendi ed i proventi ad essi assimilati percepiti, è stato fissata in via generale a decorrere dall’1.1.2012.

Relativamente al trattamento fiscale degli utili percepiti dai soci di srl trasparenti ex art. 116, TUIR, si precisa che l’introito dei dividendi formatisi in tale regime fiscale non costituisce reddito per il socio; sul punto si consideri infatti che il reddito prodotto dalla società è già stato, in precedenza tassato per trasparenza in capo ai soci.

3.2.    Utili corrisposti da società non residenti

Per quanto concerne gli utili corrisposti da società non residenti al socio persona fisica, occorre distinguere:

  • se sono relativi ad una partecipazione qualificata, essi concorrono alla formazione del reddito complessivo del socio nella misura del 49,72% (40% se prodotti fino al 2007) del loro ammontare; su tale importo, al netto della ritenuta applicata nello Stato estero, l’intermediario (ossia colui che interviene nella riscossione es. l’istituto di credito) applicherà una ritenuta alla fonte a titolo d’acconto in misura pari al 12,50%. Sul punto si precisa che il trattamento degli utili derivanti dalle predette partecipazioni non ha subìto alcuna modifica dalla c.d. “Manovra di Ferragosto”;
  • se sono relativi ad una partecipazione non qualificata, analogamente agli utili di fonte italiana, sono soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo d’imposta pari al 12,50%; per tale ragioni essi non formeranno il reddito complessivo da dichiarare nel mod. UNICO.

La ritenuta sarà applicabile dall’intermediario che cura la riscossione. Qualora, invece, gli utili siano stati percepiti senza l’intervento di un intermediario ovvero qualora quest’ultimo non abbia operato la ritenuta, essi saranno assoggettati all’imposta sostitutiva ex art. 18, TUIR nella stessa misura della ritenuta alla fonte applicata in Italia, ossia pari al 12,50% fino alla data del 31.12.2011 e pari al 20% a decorre dal1.1.2012.

Ai sensi dell’art. 47, comma 4, TUIR, gli utili relativi ad una partecipazione qualificata corrisposti da soggetti residenti in Paesi a fiscalità privilegiata (c.d. “black list”) concorrono per il 100% alla formazione del reddito complessivo del socio residente. La tassazione integrale di cui supra trova un’eccezione nei casi in cui:

  • gli utili siano stati imputati al socio “per trasparenza” sulla base della normativa concernente le c.d. “CFC” di cui agli artt. 167 e 168, TUIR;
  • il socio abbia ricevuto parere favorevole dall’Agenzia delle Entrate a seguito della presentazione dell’interpello (cit. art. 47, IV co.)  diretto a dimostrare che fin dall’inizio del periodo di possesso, dalla citata partecipazione non è stato conseguito l’effetto di localizzare i redditi in Paesi a regime fiscale privilegiato.

 4. Come comportarsi fino al 31.12.2011

A decorrere dal 2012, con l’aumento al 20% della ritenuta alla fonte a titolo d’imposta alla quale saranno assoggettati gli utili derivanti da partecipazioni non qualificate, entro il prossimo 31.12.2011 potrà rivelarsi utile o anche solo opportuno effettuare alcune valutazioni per individuare i comportamenti fiscalmente più convenienti da adottare.

Infatti, fino al 2011 le somme percepite dal socio non qualificato erano tassate al 12,50%; per il socio qualificato, invece, in caso di tassazione al 49,72% delle citate somme, già con l’aliquota IRPEF (marginale) del 27% l’imposizione fiscale era più elevata, in quanto pari al 13,42% (49,72% x 27%).

Ora, per effetto dell’aumento dell’aliquota applicabile ai soci non qualificati, in un maggior numero di casi la tassazione in capo a questi ultimi è superiore a quella prevista per i soci qualificati.

Su punto di precisa che, la nuova aliquota del 20%, è applicabile agli utili percepiti dal socio a decorrere dal 01.01.2012, a prescindere dalla data della delibera di distribuzione dei dividendi ovvero dall’anno in cui gli utili si sono formati.

Di conseguenza, per poter fruire della più conveniente aliquota del 12,50% è necessario che, sia la delibera di distribuzione degli utili che il relativo pagamento, siano realizzati entro il 31.12.2011

Qui di seguito si illustra, con un esempio, il confronto tra la tassazione a carico di un socio non qualificato e un socio qualificato, a parità di somma percepita (€ 20.000), applicando la tassazione in vigore fino al 31.12.2011 e quella in vigore a decorrere dall’1.1.2012, in caso di distribuzione di utili formatisi fino al 2007 e dopo il 2007.

Tassazione utili fino al 2007

Tipologia socio

Fino al 2011

Dal 2012

Non qualificato

20.000 x 12,50% = 2.500

20.000 x 20% = 4.000

Qualificato

aliquota marg. 23%

         20.000 x 40% x 23% = 1.840 (tassazione 9,2%)

aliquota marg. 27%

         20.000 x 40% x 27% = 2.160 (tassazione 10,8%)

aliquota marg. 38%

         20.000 x 40% x 38% = 3.040 (tassazione 15,2%)

aliquota marg. 41%

         20.000 x 40% x 41% = 3.280 (tassazione 16,4%)

 

Tassazione utili post 2007

Tipologia socio

Fino al 2011

Dal 2012

Non qualificato

20.000 x 12,50% = 2.500

20.000 x 20% = 4.000

Qualificato

aliquota marg. 23%

         20.000 x 49,72% x 23% = 2.287 (tassazione 11,44%)

aliquota marg. 27%

         20.000 x 49,72% x 27% = 2.685 (tassazione 13,42%)

aliquota marg. 38%

         20.000 x 49,72% x 38% = 3.779 (tassazione 18,89%)

aliquota marg. 41%

         20.000 x 49,72% x 41% = 4.077 (tassazione 20,39%)

Dalle risultanze della proiezione sopra illustrata, emerge che è maggiormente conveniente anticipare al 31.12.2011 il pagamento degli utili spettanti ai soci non qualificati.

A tale proposito si precisa che la distribuzione degli utili va deliberata nei confronti di tutti i soci, anche qualificati. Tuttavia relativamente a questi ultimi non è necessario che il pagamento sia eseguito entro il 2011, considerato che la percentuale di tassazione non ha subito modifiche. Va comunque tenuto in debito conto che è necessario attenersi alle disposizioni statutarie in tema osservanza dei termini entro i quali  la delibera di distribuzione debba essere eseguita (solitamente 30 giorni).

Concludendo, quindi, successivamente alla delibera assembleare che ha approvato la distribuzione della riserva di utili (o di una parte della stessa), ad esempio nel mese di dicembre 2011, la società potrebbe provvedere:

  • al versamento, entro il 16.1.2012 (codice tributo “1035”) della ritenuta alla fonte nella misura del 12,50% con riferimento alla quota spettante ai soci non qualificati; non è da escludersi che il pagamento entro il 31.12.2011 avvenga anche a favore dei soci qualificati, qualora ciò risulti conveniente per il socio (in tal caso il reddito sarà dichiarato nel mod. UNICO 2012 PF);
  • al pagamento degli utili spettanti ai soci non qualificati entro il 31.12.2011; poiché si tratta di una tassazione “a titolo d’imposta” i soci non dovranno ricomprendere tale reddito nel mod. UNICO 2012 PF;
  •  al pagamento degli utili spettanti ai soci qualificati nel 2012 (nel rispetto del termine previsto dallo statuto della società); i soci dovranno dichiarare tale reddito nel mod. UNICO 2013 PF.

A decorrere dall’1.1.2012, si verifica una situazione sostanzialmente opposta rispetto a quella in essere fino al 2011. Infatti, mentre fino al 2011, la tassazione del socio non qualificato era superiore a quella del socio qualificato solo quando quest’ultimo aveva 1. un reddito pari o inferiore a € 15.000 (aliquota marginale del 23%) o a € 28.000 (aliquota marginale del 27%) e 2. percepiva utili formatisi fino al 2007, a decorrere dal 2012, nella maggior parte dei casi, gli utili derivanti da una partecipazione non qualificata scontano, fiscalmente, una tassazione più onerosa.

Per questa ragione ne consegue che, rispetto al passato, sarà meno conveniente “frazionare” il possesso delle quote sociali al fine di consentire ai soci, detentori di partecipazioni non qualificate, di assoggettare i relativi utili alla ritenuta a titolo d’imposta; ora, infatti, in linea di massima, risulterà più conveniente il possesso di partecipazioni qualificate.

Si evidenzia infine che, alla luce del fatto che gli utili distribuiti da una società di capitali ai soci “non qualificati” sono già stati tassati, dalla società stessa, a titolo di reddito d’impresa (IRES al 27,5%), l’aumento dell’aliquota dal 12,50% al 20%, determinerà la tassazione di tali utili per una percentuale complessiva pari al 42% (36,6% fino al 2011).

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